- Metà amorevolezza e
metà sdegno,
- tu
arrivi al mio richiamo, teneramente affabile,
- con
discorsi mormorati e seri gesti graziosi,
- in
un saluto nobile e cortese.
-
- E
io devo umiliarmi per guadagnare il tuo rispetto,
- poiché
le astuzie possono vincerti, ma nessun raggiro renderti schiavo,
- e
in nessun luogo dimori felice, se non dove
- nulla
possa disturbare la pace del tuo regno.
-
- Sfinge del mio
quieto focolare! Ti degni di restare,
- amico del mio
lavoro, compagno del mio riposo
- tua è
la saggezza di Ra e Ramsete;
- ciò
che gli uomini dimenticano tu lo ricordi bene,
- ti vedo assorto
in fantasticherie, gli occhi socchiusi,
- e uno sguardo
impercettibile e solenne, color del mare.
-
(tratta
dal libro "Gatti e gattini", p. 12)
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